Informazione sull’uso del Tuber magnatum (bianco pregiato).

Mangiarlo immediatamente (è meglio un porcino appena raccolto o tenuto in frigo qualche giorno?).

Non mangiare terra, quindi lavare tranquillamente magari con l’aiuto di uno spazzolino da denti. Meglio mangiarlo una volta di meno, ma mangiarne la “giusta” quantità. Il tartufo è solo aroma, non pretendetene sapori forti che sono caratteristici solo degli “oli al tartufo”, prodotti esclusivamente chimici che fanno male ed ingannano il consumatore.

La quantità minima indicativa è di 10 grammi per il piatto di tagliatelle e 5 grammi per l’uovo al tegamino (ripeto, solo indicativo. Il limite massimo non esiste se non per motivi economici).

Consiglio di non fare le famose fettine sottili se non per accontentare la vista. Consiglio di utilizzare una grattugia a fori grandi (es.: per quelle che hanno i 4 lati operativi la terza misura).

Consiglio di mescolare il tartufo preparato con parmigiano anch’esso grattugiato (indicativamente 50% tartufo e 50 % parmigiano).

Ovviamente si potrebbe decidere di tenere una piccola parte a fettine da mettere sopra al piatto già preparato.

PASTA: Scolare molto al dente, rimettere in padella con un po’ d’acqua di cottura, aggiungere il composto tartufo-parmigiano mescolare e raggiungere il giusto punto di cottura (uno – due minuti ?).  I piatti di portata sono stati preriscaldati.

UOVO: In padella antiaderente appena unta con burro od olio d’oliva extravergine aprire e salare le uova. Coprirle con il composto (come sopra), chiudere con coperchio e cuocere con fornello al minimo. Guardare: quando il composto è sciolto l’uovo è nascosto e pronto da passare al piatto caldo di portata.

 

NEL CASO SI VOLESSE CONSERVARE (Tempi duri ci aspettano!)

Classico già grattugiato, messo nel burro sciolto in un barattolino, poi in congelatore, magari pure con abbattitore. All’apertura utilizzarlo tutto in una volta.

Consiglio di provare con il composto tartufo-parmigiano già sopra spiegato. Appena fatto si mette in frizer in un apposito sacchettino (da alimenti). Al momento dell’utilizzo, sono sufficienti pochi minuti per notare che si “sgrana” con facilità al tatto (ancora nel sacchetto). Ad es. mezzoretta prima di metterlo assieme alla pasta in fine cottura come sopra descritto. Con questa metodologia si può utilizzare la parte necessaria e rimettere in congelatore quella restante.

Vuol dire tartufo bianco tutto l’anno acquistandolo nel momento di maggior convenienza (non sotto Natale quando magari ce ne viene voglia).

Forse non è proprio come fresco, ma consiglio di provare.

C’è tartuficoltura, ma anche tartuficultura e, per questo, ci si può rivolgere a “Tartuficoltura e Ambiente”.

Il mio buon appetito!

 

Il presidente di “TARTUFICOLTURA E AMBIENTE”

Lucio Pierantoni (3335313254)